domenica 19 febbraio 2017

NASCE PRAY FOR … un progetto spirituale di positività condivisa on line




















Cos’è una preghiera - La preghiera è una delle pratiche comuni a tutte le religioni. Essa consiste nel dirigere la propria volontà e il proprio animus verso le regioni più profonde della dimensione del sacro sia attraverso la parola che con il pensiero al fine di invocare, chiedere un aiuto, una grazia, lodare, ringraziare, santificare, o esprimere devozione o abbandono benevolo verso una persona o una situazione. In sintesi essa è il momento più importante in cui una persona 'parla' al sacro

Cos’è Pray for -  Pray for … una preghiera per, è un blog su piattaforma Blogger (che in poco più di un mese ha raggiunto oltre le 23,000 visualizzazioni) nato da un’idea di Stefano Donno. Si tratta di un open space nel mare magnum della rete, che in così tanta preoccupante oscurità nel mondo contemporaneo  (crisi economica, instabilità politica, liquidità sociale sempre più tendente alla deriva) si propone di essere Luce, a tutti i livelli, e per tutti. Scopo di questo progetto è poter rivolgere tutte le volte che si vuole, a persone care, amici, parenti, conoscenti, beniamini, idoli un  pensiero attraverso una preghiera da inserire come post sul blog  e  twittando o postando su facebook o su altri social i post pubblicati ogni volta che si vuole, ogni volta che si sente l’esigenza di pregare per qualcuno. Pray for … è un progetto spirituale di positività condivisa on line, nato per creare e ispirare positività

Come fare – Chiunque abbia una persona cara, o amico, o parente o beniamino a cui voler rivolgere una preghiera dovrà inviare alla mail forum.convergenzepossibili@gmail.com  la foto in jpg della persona a cui è rivolta la prece, specificando il nome e cognome del soggetto ritratto in foto e il nome e cognome di chi sta dedicando quest’intenzione


sabato 18 febbraio 2017

Comunicato prossimi appuntamenti iQdB Edizioni di Stefano Donno




PRIMO APPUNTAMENTO 21 FEBBRAIO 2017 PER LA PRIMA DI SIDERALGIA DI MARTA VIGNERI

Sideralgia di Marta Vigneri (iQdB Edizioni di Stefano Donno) sarà presentato dal giornalista e scrittore Raffaele Polo con le letture di Mauro Marino (Fondo Verri) il 21 febbraio 2017 ore 18,30 presso la Libreria Palmieri di Lecce in via Salvatore Trinchese, 62 a Lecce. Interverrà l'editore Stefano Donno

DALLA PREFAZIONE di FRANCESCA TUSCANO - "Che poesia è dunque LA poesia di Sideralgìa? Ma sarebbe meglio dire cosa non è: non è poesia del sentimento, inteso come necessità espressiva di un'intimità non mediata, ingenua (…) La poesia di questa raccolta è invece densa di sottotesto, mediata, e se di sentimento parla lo fa con evidente consapevolezza formale, oltre che tematica. Non è poesia per signore con cagnolino da grembo (come avrebbe detto Majakovskij). La poesia di Marta (qui il nome non è dell'autrice, ma della voce che agisce, nella raccolta) è poesia dell'urlo (comunicativo), che nasce dal suo opposto, l'afasia che ha conosciuto, carnalmente, l'Ospite, e la sua distruzione. E perciò la scelta linguistica diventa discrimine (come sempre è nella poesia, peraltro, quando è poesia). La scelta (ideologica) di Marta è quella di chi avverte il dovere, oltre che la necessità, di definire il reale attraverso un sistema di indagine non semplicemente percettivo. Esistono molte lenti per mezzo delle quali si assume il reale (…). Marta usa lenti che non riproducono in nettezza, ma in profondità."

DALLA POSTFAZIONE di MARCELLO BUTTAZZO – "La sua è poesia filosofica, d'un progressivo incedere, d'un elegante procedere. Filosofica perché va a fondo dell'essere, scava intimamente nelle scaturigini dell'esistente, rivelando e mostrando sempre tracce consistenti di vita vissuta. Quella di Marta Vigneri è poesia di fisica ponderatezza. Il corpo balena, respira, parla, declama, evoca, echeggia. "Il corpo violato è padrone miserabile del tempo fortuito, trafitto dal ferro azzurro e affilato". . Versi dell'alterità quelli di Marta, perché l'Autrice non si rinchiude mai in uno sterile fortino di egocentrismo: tutt'altro. Con le sue parole d'amore, di gioia e di dolore, getta un ponte conoscitivo e prolifico con l'altro da sé. I suoi versi non sono uno specchio di vacuo egotismo, ma un veemente e intenso treno in corsa, con cui la poetessa ci invita al viaggio."



SECONDO APPUNTAMENTO 22 FEBRRAIO 2017

 "The Doors" – The Doors in direzione del prossimo whiskey bar di Giuseppe Calogiuri, con prefazione di Daniele De Luca (Unisalento) edito da iQdB Edizioni di Stefano Donno si presenta il 22 febbraio 2017 ore 19,00 presso la Libreria Ergot di Lecce in Piazzetta Falconieri Interverranno insieme all'autore, il Prof. Daniele De Luca, la giornalista Leda Cesari, l'editore  Stefano Donno.
"Ci vuole coraggio. Sì, ci vuole molto coraggio nel chiedermi di scrivere una prefazione a un libro su di una band degli anni '60. Perché, anche a voi che leggete, qual è il primo pensiero che vi viene in mente? Sicuramente uno di quegli insopportabili gruppi frikkettoni, hippie, pacifisti, lenti e insulsi sul modello di Mamas&Papas o Jefferson Airplane (ne sono certo). Per fortuna, anche in quegli anni terribili dal punto di vista musicale qualche luce affiorava nel buio. E, forse, una luce più di tutte, quella di The Doors! Ed è di questa luce che questo libro vi parla. Meglio, ve la racconta. E Giuseppe Calogiuri, conoscendo questa mia debolezza, ha saputo trovare lo strumento e il coraggio giusto. Ma, forse, è necessario andare per ordine... Il 4 gennaio 1967 The Doors pubblicano il loro primo album omonimo. Non siamo in un anno qualsiasi, quel 1967 segnerà la storia degli Stati Uniti, prima, e dell'intero mondo occidentale, poi. Già da qualche anno le forze armate di Washington combattono lontano da casa una guerra non ufficiale. Dall'inizio del suo mandato presidenziale, il "progressista" John F. Kennedy ha cominciato a prendere i ragazzi del suo paese per scaraventarli dall'altra parte del mondo. The Golden One (citando The Human League), figlio di una famiglia arricchitasi spropositatamente grazie al commercio illegale di alcol, ha precipitato gli Stati Uniti nel fango del Vietnam. Il suo successore, Lyndon B. Johnson, ha continuato il lavoro. Anzi, lo ha portato alle estreme conseguenze. Il 7 agosto 1964, il Congresso americano – approvando la H.J. Res. 1145 (conosciuta come la "Risoluzione del Tonchino") – ha consegnato al Presidente un assegno in bianco per portare le truppe ovunque ritenesse necessario. È l'inizio della presidenza imperiale. E' anche l'inizio, in pratica, della coscrizione obbligatoria per i giovani americani. Quella carne fresca serve. È indispensabile per combattere nelle paludi e nelle giungle del sud-est asiatico. Nel 1968, saranno ben 500.000 i soldati impiegati in Vietnam (con infiltrazioni anche in Cambogia e Laos per inseguire i charlie). In questo clima, le Università sono le istituzioni che, più di altre, risentono della guerra. I ragazzi che "vincono" alla perfida lotteria della coscrizione hanno solo tre scelte: 1) accettare l'arruolamento; 2) scappare, magari in Canada (come Jack Nicholson); oppure 3) scegliere la strada dell'obiezione di coscienza. La terza è una scelta difficile, ti mette fuori dalla società e, per questo, ci vuole un coraggio enorme. Un campione sportivo all'apice della carriera rifiuterà più volte l'arruolamento e il 20 giugno del 1967 sarà giudicato colpevole di tradimento. Quell'uomo era Muhammad Ali! Una nuova strada doveva essere trovata. E qui la musica sarà fondamentale come mezzo di aggregazione per tutti coloro i quali volevano fare qualcosa. Il 1967 regalerà alla costa occidentale degli Stati Uniti la Summer of Love e al Vecchio Continente la spinta alla rivolta studentesca, che in Europa inizierà nel maggio dell'anno dopo. La scintilla partita dall'Università di Berkeley, in California, diventerà fiamma viva in altri atenei, per trasformarsi in incendio a Parigi. Il Monterey Pop Festival del giugno 1967 sarà il pretesto che permetterà agli studenti di unirsi, confrontarsi e cogliere tutti i segnali che artisti come Jimi Hendrix o The Who sputavano dal palco. Segnali che, in un modo o in un altro, volevano dire rabbia. Beh, The Doors sono figli e, insieme, strumento di quella rabbia e di quella società americana che è confusa e terrorizzata dai suoi stessi leader. Una società che ha visto cadere i propri miti politici con l'assassinio di Kennedy, o quelli sportivi, con l'arresto di Ali, e che vede, continuamente, partire i propri ragazzi verso luoghi lontani e impronunziabili per tornare, poi, in casse avvolte dalla bandiera a stelle e strisce. Una generazione di giovani e adolescenti che si rifugia sempre più nelle droghe. Magari nuove droghe come l'LSD, che aprono nuove porte. E queste porte sono quelle già narrate da William Blake e che Jim Morrison, Ray Manzarek, Robby Krieger e John Densmore faranno proprie e attraverseranno con l'arroganza, l'incoscienza e la rabbia dell'età. Arroganza, incoscienza e rabbia che non si possono non condividere e abbracciare. Abbracciare anche da parte di chi, come me, è cresciuto con e nel punk, prima, e nella new wave, dopo. Un triade di valori e sentimenti che tutti insieme risiedono in quella prima prova discografica e che, qui, Giuseppe Calogiuri analizza e descrive con sapienza tecnica assolutamente invidiabile (almeno da parte di chi crede che conosciuti due accordi si possa e si debba formare una band!). Quello che avete tra le mani non è un ennesimo libretto sulla band di Los Angeles, no. Sono pagine che vi faranno fare un passo avanti sulla strada della conoscenza di un album fondamentale. Un disco con veri gioielli. E alcuni sono gioielli sfrenatamente gotici: come non citare la bellezza fulminante di The Crystal Ship. Pezzo che, per il chiaro riferimento a leggende celtiche, avrebbe sicuramente fatto innamorare i membri della Confraternita Pre-raffaellita di vittoriana memoria. Il dolore che trasuda freddo e umido da End of the Night o l'incestuoso sangue che sgorga da The End. Pezzo, quest'ultimo, che non può non ricordare In Cold Blood di Truman Capote e a causa del quale, soprattutto, sono certo, il Re Inchiostro Nick Cave avrebbe venduto l'anima per poter scrivere una murder ballad come quella. Insomma, ora basta, inutile aggiungere altro. Giuseppe Calogiuri vi ha invitato, vi ha aperto le porte e, come avrebbe cantato Ian Curtis: "This is the Way... step inside!" (Prefazione di Daniele De Luca)

Giuseppe Calogiuri (1978) è nato a Lecce e qui vive e lavora come avvocato specializzato in diritto d'autore e degli artisti. Alla professione affianca l'attività di chitarrista ed ha all'attivo un decennio di militanza nella prima tribute band salentina dei Doors, con la quale ha portato il sound della band di Los Angeles in giro per la Puglia. Giornalista e scrittore, tra i suoi lavori "Una buona giornata" (premio "Corto Testo"), "Tramontana" (Lupo Editore, 2012), "Cloro" (Lupo Editore, 2016).


TERZO  APPUNTAMENTO 23 FEBBRAIO 2017 PER LA PRIMA DI COME RONDINI A PRIMAVERA DI VITO ANTONIO CONTE

"Rare rondini a primavera (sempre più gabbiani lontani dal mare)" (iQdB Edizioni di Stefano Donno) di Vito Antonio Conte sarà presentato il 23 febbraio 2017 ore 18,30 presso la Libreria Palmieri di Lecce in via Salvatore Trinchese 62 da Eliana Forcignanò. Interverrà l'editore Stefano Donno
Poesia quella di Vito Antonio Conte carica di senso, o meglio di quel sentimento vitale che non arretra rispetto a niente e nessuno. I versi sono attraversati come un fiume in piena da sorrisi amari, sberleffi, e un impellente quanto mai sopito bilanciamento del ritmo in ogni parola usata, perché se la si deve dire tutta, è inutile biasciare, balbettare o peggio ancora essere fraintesi. Questa piccola raccolta poetica nonostante tutto (e fortunatamente grazie a tutto quello che esprime) e nonostante l'amarcord che la pervade, è un inno singolare alla vita, forse un invito al viaggio per non farsi sfuggire nulla e godere di tutto, per non avere rimpianti, rimorsi e inutili nodi alla gola!
Questa raccolta di poesie è dunque «un inno singolare alla vita, forse un invito al viaggio per non farsi sfuggire nulla e godere di tutto, per non avere rimpianti, rimorsi e inutili nodi alla gola!». E la vita scorre a pieno regime in questi versi, «attraversati come un fiume in piena da sorrisi amari, sberleffi, e un impellente quanto mai sopito bilanciamento del ritmo in ogni parola usata, perché se la si deve dire tutta, è inutile biasciare, balbettare o peggio ancora essere fraintesi». Lo testimoniano non solo i versi citati in apertura, ma anche quelli presenti nel resto della raccolta. L'autore non gira intorno alla verità, quantomeno alla sua verità, e la espone senza cercare lunghe e inutili elusioni: «che se poi la madre di quel tizio / si fosse data e/o continui a darsi / davvero per soldi / dov'è la colpa? / e soprattutto di chi?». Oppure: «altra cosa è il piacere / e altra ancora il Piacere / (e adesso non rompetemi i coglioni / pensate a salvarvi da voi stessi…)». Ma non c'è spazio, in questa raccolta, soltanto per confessioni o invettive. Emergono, al suo interno, anche versi in cui l'autore si espone in altro modo, riflettendo su sensazioni sfuggenti che colpiscono nonostante la loro apparente quotidianità: «Felicità è incontrare / nella notte un bagliore / evitando la confusione / accecante del giorno / nutrendo attimi d'amore / attimi d'amore / attimi d'infinito amore». Si tratta soltanto apparentemente di un'opposizione rispetto alla chiarezza aperta e finanche smodata dei versi citati poc'anzi. A questo servono le parole: circoscrivere uno stato d'animo nello spazio di un momento. E così, non troppo inaspettatamente, la raccolta si chiude con tre versi sentimentali ma anche lapidari: «T'ho baciata / senza neppure sfiorarti / per godere del tuo sorriso». (Stefano Savella, Puglialibre)

Vito Antonio Conte è nato a San Pietro in Lama e vive a Lecce, siccome gli è toccato e siccome ha scelto. Laureato in giurisprudenza, rispetta il diritto, ma ama giocare di rovescio…

iQdB edizioni di Stefano Donno  (i Quaderni del Bardo Edizioni di Stefano Donno)
Sede Legale e Redazione: Via S. Simone 74 - 73107 Sannicola (LE)
Redazione - Mauro Marino
Segreteria Organizzativa – Dott.ssa Emanuela Boccassini (ema.boccassini@gmail.com)
Public Relations – Raffaele Santoro
Social Media Communications - Anastasia Leo, Ludovica Leo

NAO - In the Morning (Official Video)

Astroid Boys - Foreigners (Official Video) ft. Sonny Double 1

Ex Rossani - Orchiday: oggi nell’area di via Gargasole una giornata per la conoscenza e cura della ophrys garganica

Oggi, sabato 18 febbraio, l'assessora all'Urbanistica Carla Tedesco parteciperà a "Orchiday, una giornata per la conoscenza e cura della bella ritrovata nel bosco sociale urbano". La bella in questione altro non è se non la Ophrys garganica, orchidea spontanea pugliese che nello spazio verde di via Gargasole, all'interno della ex Rossani, ha trovato il suo habitat da tutelare e valorizzare. L'iniziativa fa seguito al sopralluogo partecipato dello scorso 7 febbraio, organizzato da Urban Center nell'ambito del percorso partecipativo per la riqualificazione della ex caserma Rossani.

L'appuntamento per chi voglia partecipare all'iniziativa alla scoperta degli spazi del bosco sociale urbano è fissato domani alle ore 8.45 presso il gabbiotto del parcheggio della ex Rossani, in corso Benedetto Croce.

Di seguito il programma della mattinata, promossa dall'associazione Bosco sociale urbano Bari e dall'aps Masseria dei monelli - Ortocircuito con il patrocinio dell'assessorato comunale all'Urbanistica:

·        ore 9 - Pacciamatura delle querce pugliesi: paglia e sfalcio per proteggere le piante

·        ore 11 - Gli usi popolari delle querce: dalla tradizione alla favola, tra il sacro e il profano

·        ore 12 - Vi presento un'orchidea spontanea: un'esperienza di botanica in campo

·        ore 13 - "Apritivo"  sociale boschivo c/o Urban center: il brindisi augurale condiviso e naturale 




AGRICOLTURA: CHIESTA MAGGIORE TRASPARENZA SULL’UTILIZZO DEI FONDI COMUNITARI

Chiedere maggiore trasparenza sulle disposizioni dettate dalla sentenza della Corte di Giustizia europea, circa la pubblicazione di informazioni sui beneficiari dei finanziamenti provenienti dal Fondo europeo agricolo di garanzia (FEAGA) e dal Fondo europeo agricolo di sviluppo regionale (FEASR). È questo l'obiettivo di una interrogazione parlamentare presentata dal Movimento 5 Stelle e indirizzata al Ministro delle Politiche Agricole, Maurizio Martina.

 

"Tali assettidichiara il deputato pugliese Giuseppe L'Abbate, capogruppo M5S in Commissione Agricoltura alla Cameraimpongono la pubblicazione di dati personali relativi ad ogni beneficiario, senza distinzioni di criteri pertinenti, come i periodi durante i quali hanno percepito simili aiuti, la frequenza e l'entità".

 

La Corte, inoltre, distingue il superamento dei limiti imposti dagli obblighi di pubblicità per le persone fisiche, secondo gli obiettivi della Carta dei diritti fondamentali dell'Unione europea, che sanciscono, tra l'altro, il diritto della persona al rispetto della propria vita privata. Lo stesso principio, invece, non s'individua per quanto concerne le persone giuridiche, poiché la gravità della lesione del diritto alla protezione dei dati personali si presenta in maniera differente dalle persone fisiche.

 

"Riteniamo che sia democratico il principio secondo il quale i contribuenti hanno diritto ad essere correttamente informati sull'impiego delle finanze pubblicheprosegue Giuseppe L'Abbate (M5S)ma la sentenza della Corte interviene in un ambito, come quello agricolo, dove i beneficiari degli interventi sono anche persone fisiche: il rischio è quello di limitare la trasparenza sull'uso dei fondi comunitari a titolo PAC e conseguentemente di peggiorarne la gestione finanziaria, spesso accusata di irregolarità e anomalie di ogni genere".

 

Per questo, il deputato pugliese chiede al Governo se ritenga opportuno che, contrariamente a quanto avviene per le persone giuridiche, non sia possibile valutare l'utilizzo delle risorse anche per le persone fisiche beneficiarie degli aiuti a titolo PAC e quali azioni intenda intraprendere affinché, nel rispetto di determinati criteri (come i periodi durante i quali si sono percepiti i sostegni economici), sia ripristinato l'obbligo di pubblicazione dei dati relativi ai beneficiari.

 


venerdì 17 febbraio 2017

Mia Photo Fair e Eberhard & Co. di nuovo insieme dal 10 al 13 di marzo a Milano con il nuovo progetto di crowdfunding "ArtOnTime"


Eberhard & Co., brand da sempre attento e sensibile al mondo dell'arte, sostiene in qualità di sponsor la 7^ edizione di MIA PHOTO FAIR., la fiera internazionale d'arte contemporanea dedicata alla fotografia e all'immagine in movimento, punto di riferimento imprescindibile per chi ama e colleziona fotografia e arte.

 

La Maison supporta quest'anno il progetto speciale "ArtOnTime" dedicato alle arti performative, così vicine per loro natura al concetto di tempo.

"ArtOnTime" è un premio, un progetto espositivo e un' iniziativa di crowdfunding partecipativo che si avvale della piattaforma Artraising.org. lanciata dal co-fondatore di Amplificatore Culturale Tommaso Cinti e dal collezionista Giorgio Fasol e da Marco Trevisan, consulente Christie's. Nasce con la finalità di indagare e promuovere la ricerca all'interno del linguaggio della performance che, negli ultimi anni, è riuscito a delinearsi come uno dei campi di maggiore innovazione e sperimentazione nel mondo dell'arte contemporanea.

 

"ArtOnTime",  è il primo progetto promosso sulla piattaforma, attraverserà tutto il corso del 2017 e si svilupperà in tre distinte fasi: l'appuntamento di MIA Photo Fair è la prima tappa del premio e la sede in cui vengono annunciati  gli artisti e i loro progetti, il secondo sarà a Venezia, a giugno, con le performance  presentate all'interno degli spazi di Palazzo Trevisan degli Ulivi, mentre l'ultimo appuntamento verrà ospitato a Roma all'interno del Romaeuropa Festival, a ottobre, quando il comitato selezionato decreterà il vincitore del 'Premio Eberhard & Co. per la Performing Art', per la performance più meritevole.

 

Eberhard & Co. ti aspetta a MIA Photo Fair dal 10 al 13 marzo !

 

www.eberhard-co-watches.ch

www.miafair.it

www.artraising.org

 

MIA 10 – 13 marzo 2017 Piazza Nuova Varesine – Piazza Lina Bo Bardi 1, Milano –– Giovedì 9 Marzo inaugurazione solo su invito – Orari Venerdì 10 Marzo: 12.00 – 21.00 / Sabato 11 Marzo: 11.00 – 20.00 / Domenica 12 Marzo: 11.00 – 20.00 /Lunedì 13 Marzo: 11.00 - 20.00

 

Eberhard & Co., Maison di orologeria, è stata fondata nel 1887 a La Chaux-de-Fonds, nel Jura svizzero. Nel 2017 Eberhard & Co. celebra 130 anni di storia, confermando la propria naturale inclinazione verso l'evoluzione e la crescita, mantenendo allo stesso tempo intatta la propria personalità e il forte spirito d'indipendenza, senza rinunciare al profondo legame con le origini e la tradizione.

Eberhard & Co. produce circa 16.000 pezzi all'anno con obiettivi di crescita ponderata ma costante ed è presente in circa 25 Paesi, dall'Europa agli Stati Uniti, dall'Estremo al Medio Oriente. La storia di Eberhard & Co. è un susseguirsi di creazioni indimenticabili, dal Chrono 4 all' 8 JOURS, dalla collezione Tazio Nuvolari al modello Extra-fort, alla collezione femminile Gilda fino alle ultime novità: Tazio Nuvolari 336 e Desk-Clock, Contograf Special Edition e Gilda in due nuove preziose varianti. L'ultima novità è un modello subacqueo riedizione di una celebre collezione della fine degli anni '50: Scafograf 300, premiato al Grand Prix d'Horlogerie de Genève (GPHG), come miglior orologio sportivo dell'anno.


OneRepublic - Let’s Hurt Tonight (Official Video)

Milano come Miami: in piazza Duomo arrivano le palme di Starbucks

Palme e banani in Duomo? Protesta con cammelli in consiglio comunale. Sa...

Spalletti: "Roma da record, puoi vincere l'Europa

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Mega appalti Consip Indagato babbo Renzi già convocato dai pm - IlGiornale.it

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Pd: Renzi, non andatevene, evitiamo scissioni. Emiliano: va incontro a delle Waterloo - Politica - ANSA.it

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DROGA: Parlamento e Governo ​scelgano davanti alle famiglie​ tra la salute e la tossicodipendenza, tra la vita e la morte.

"​In queste ore assistiamo sgomenti alle polemiche e alle strumentalizzazioni sulla tragica fine del giovane di Lavagna, morto suicida in seguito alla perquisizione della Guardia di Finanza, richiesta dalla mamma disperata per non essere riuscita in alcun modo ad aiutare il figlio.

Esprimiamo tutta la nostra solidarietà, vicinanza e sostegno ai genitori del ragazzo e alla Guardia di Finanza per la passione e l'impegno con il quale hanno tentato di salvare un giovane dalla spirale della cannabis, un veleno il cui uso riteniamo non possa essere né legalizzato né giustificato.

Le parole della Mamma di Giò ci toccano profondamente e riguardano ognuno di noi, i nostri figli, i nostri fratelli, i nostri amici.

Per questo motivo, concordiamo con la richiesta del Sottosegretario Della Vedova al Parlamento per un rapido pronunciamento sulla proposta di legge sulla legalizzazione della cannabis, affinché Parlamento e Governo possano pronunciarsi e scegliere.

Pertanto, chiediamo ai singoli parlamentari e ai membri del Governo una forte e risolutiva assunzione di responsabilità: è giunto il tempo che le istituzioni diano un messaggio chiaro e inequivocabile davanti alle famiglie e ai nostri figli, tra la salute e la tossicodipendenza, tra la vita e la morte.

Siamo convinti che i nostri giovani abbiano bisogno di scuole efficienti, docenti motivati, strutture sportive funzionanti, città sicure, certamente non di sostanze velenose per sballarsi e distruggere il proprio futuro con il benestare dello Stato", ha dichiarato Maria Rita Munizzi, Presidente nazionale MOIGE ​

AGRICOLTURA: A MONTECITORIO SI DISCUTE IL PIANO NAZIONALE PER IL SETTORE PATATICOLO

Attivare urgentemente le azioni previste dal Piano nazionale per il settore pataticolo è l'obiettivo della risoluzione in discussione in Commissione Agricoltura alla Camera, a prima firma del deputato pugliese Giuseppe L'Abbate (M5S). Numerose le misure richieste per il sostegno ad un settore che occupa un posto di assoluto rilievo tra le produzioni orticole nazionali con numeri rilevanti sia in termini di coltivatori, oltre 50.000, che di superficie investita, oltre 55.000 ettari, e con una produzione lorda vendibile di circa 800 milioni di euro per le patate da consumo e circa 100 milioni di euro per quelle da industria.

 

"A fronte del fatto che il settore pataticolo non è mai stato regolamentato da una specifica organizzazione comune di mercato a livello europeo – dichiara il deputato Giuseppe L'Abbate (M5S)il Ministero delle Politiche agricole ha, nel corso del tempo, attivato alcuni interventi a sostegno del comparto come l'accordo interprofessionale per il prodotto destinato alla trasformazione industriale, che ha permesso di aumentare a 200.000 tonnellate il rifornimento di patate italiane e limitando le importazioni ai periodi di minore produzione nazionale (gennaio-marzo), e lo stoccaggio privato per quello destinato al mercato fresco con il fine di dilazionarne l'immissione sul mercato. Interventi prosegue il parlamentare pugliese 5 Stelleche hanno consentito la diversificazione degli investimenti e il mantenimento dell'equilibrio di mercato, salvaguardando il reddito degli operatori. Parliamo, infatti, di una coltivazione con costi di produzione molto elevati, pari a oltre 8.000 euro per ettaro a causa del costo del seme, della preparazione del terreno e nonostante le nuove tecniche di irrigazione che hanno ridotto il consumo idrico. È necessaria l'attuazione del piano pataticolo anche perché conclude Giuseppe L'Abbate (M5S)la produzione nazionale non soddisfa la domanda interna, con importazioni annue pari a 700.000 tonnellate per il fresco e oltre 150.000 tonnellate per l'industria agroalimentare. Con le giuste misure si può, pertanto, incidere positivamente sulla bilancia dei pagamenti dell'Italia".

 

Accolta con grande soddisfazione da Unapa (Unione Nazionale tra le Associazioni dei Produttori di Patate), intervenuta in audizione a Montecitorio con il suo presidente Sante Cervellati, la risoluzione redatta da L'Abbate contiene numerosi impegni al Governo ad iniziare dal Piano nazionale per il settore pataticolo. Promuovere e incentivare l'adozione, da parte degli operatori, di innovazioni tecnologiche nella gestione agronomica della coltura capaci di aumentare le rese, la redditività e la sostenibilità di una produzione di altissima qualità attraverso la validazione scientifica (prove sperimentali) ed aziendale (prove dimostrative); sviluppare uno specifico progetto di ricerca finalizzato all'ampliamento varietale in funzione della richiesta diversificata dei mercati; attivare programmi colturali dedicati alla produzione di tubero-seme nazionale; sviluppare un modello "innovativo" di prodotto basato sugli aspetti della tracciabilità dell'origine, della freschezza, del profilo calorico favorevole, del contenuto di fattori nutrizionali positivi (vitamina C) nonché avviare un programma di informazione al consumatore in materia di sicurezza alimentare e di marketing per la valorizzazione del prodotto.

 

Nella sua risoluzione, infine, il deputato pugliese Giuseppe L'Abbate (M5S) chiede di incentivare e promuovere tutte le iniziative utili a rafforzare i rapporti di filiera attraverso il riconoscimento di associazioni di organizzazioni di produttori (AOP) nazionali previste dal regolamento dell'Unione europea n. 1308/2013 e l'istituzione di un osservatorio economico nazionale sul settore pataticolo per predisporre le migliori strategie commerciali e condurre specifiche analisi degli andamenti produttivi nazionali ed europei. "La mancanza di una organizzazione delle politiche da mettere in pratica e l'assenza di unione tra gli operatori, per non parlare di vero e proprio individualismoconclude L'Abbate (M5S)sono tra le pecche maggiori del comparto pataticolo in Puglia. Difficoltà che ci auguriamo di superare con l'attuazione del Piano nazionale".