domenica 20 agosto 2017

Raffaele Gorgoni a Galatone con il suo nuovo libro Lettere da una Taranta per l’Estate Galatea























Per la rassegna Estate Galatea, con il Patrocinio della Regione Puglia (Assessorato all’Industria Turistica e Culturale), dell’Assessorato alla Cultura della Città di Galatone, e la collaborazione di A Levante spazi  per la ricerca, l’arte, la memoria, il territorio di Galatone, e del Movimento di Cooperazione Educativa Il Piccolo Principe martedì 22 agosto 2017 ore 21,00 presso il Giardino del Palazzo Marchesale in Via Castello a Galatone ci sarò la presentazione del nuovo libro del giornalista e scrittore Raffaele Gorgoni (I Quaderni del Bardo Edizioni). Interverranno insieme all’autore l’editore Stefano Donno, e Giulia Santi. Letture del testo a cura di Marco Inguscio. E’ previsto un “momento pizzicato” a cura dell’Associazione Punto Danza e un’installazione fotografica a cura di Carlo Elmiro Bevilacqua. 

Lettere da una taranta – I Ragni e la Politica è l'ultima fatica letteraria di Raffaele Gorgoni. Originalissimo il testo in cui dopo tante pizziche e notti melpignanesi è proprio la tanto " bistrattata, odiata e amata, adulata e disprezzata, incensata e criticata, vezzeggiata e maltrattata" Taranta ad esserne la protagonista. È proprio lei la Lycosa Tarantola ad infrangere il velo di omertà e dire tutto quello che pensa del Salento, dei politici, della notte della Taranta e delle tarantate. E lo fa scrivendo delle lettere ad un essere umano di cui probabilmente non conosce neanche il nome, ma che è l'interlocutore più adatto ad accogliere le sue opinioni e i suoi sfoghi confidenziali, finalmente libera dalle catene di tradizioni e grottesche maldicenze.Le lettere sono precedute da uno sfogo vocale che l'autore traspone in dialetto e poi parte il racconto storico che non lascia spazio alla noia. Tutto è condotto con accuratezza di dettagli e con grande semplicità, catturando il lettore ansioso di scoprire aneddoti ed episodi storici, e quasi “mitologici” un po' forse dimenticati che si sono succeduti negli stessi vent'anni della notte melpignanese e che riaffiorano nella memoria con grande godimento. Il contenuto all'interno delle lettere è quasi sfacciato, perché la Taranta si toglie finalmente tanti" sassolini nelle scarpe" (proprio come il titolo della collana editoriale diretta dallo stesso Gorgoni) rivelando cose viste entrando in quei luoghi dove gli umani non avevano accesso. Lo sfogo di una taranta non può certo incorrere in accuse partitiche e per questa sua immunità è libera di raccontarci fatti ai più sconosciuti. Dalle prime forme di tarantismo alla sua quasi sparizione con le prime emigrazioni verso il nord anche da parte delle donne, con le assunzioni nelle fabbriche quando il morso che provocava convulsioni sincopate viene sostituito dal valium o da una seduta dal parrucchiere. La scrittura ha il ritmo sincopato del tamburello ancestrale, e chi legge è preso nel vortice delle notizie e degli episodi raccontati. Parallelamente ai vent'anni della notte della Taranta nulla viene dimenticato. La politica con eventi non sempre edificabili, gli antropologi, gli scienziati, gli anni cinquanta, la televisione, il muro di Berlino, l'Ilva, la democrazia, la prima Repubblica, i vari politici che nel Salento hanno fatto il buono e il cattivo tempo, i flussi migratori e l 'incapacità di trarne beneficio derivante da altre culture. Non vengono tralasciati neanche Ovidio e le sue Metamorfosi, Plutarco, l'Odissea , l'Iliade e Dante. La Taranta nelle sue lettere non dimentica di criticare personaggi che si sono mossi nell'ambito della kermesse di Melpignano, ma fa anche tanti elogi a chi aveva capito sin dall' inizio il senso vero di quella manifestazione. Chi pensava, avendo in mano il libro, di trovarsi dinanzi ad una favola moderna avrà la piacevole sorpresa, leggendolo, di avere in mano un pezzo di storia ironicamente descritta dall' autore con la sua solita penna insolente

iQdB edizioni di Stefano Donno(i Quaderni del Bardo Edizioni di Stefano Donno)
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